Agroresistenza cannabica

Eravamo 420 al 420 Hempfest?

Sono ormai passati alcuni giorni dall’evento  4.20HempFest, il primo, ufficiale e unico Cannabis Day italiano, ma sono stati necessari per metabolizzare quanto acquisito durante l’evento tenutosi in Via Ecletto Arrighi e renderne fruibile i contenuti.
Giornate ricche di novità e dalle miriade di informazioni da apprendere, perché, si sa, non si finisce mai di imparare!
Oggi, sono finalmente pronto a condividere con voi quanto vissuto e assimilato:
La mia giornata all’evento comincia alle 15.30, quando mi aspettavo di trovare all’ingresso una grande ondata di gente. In realtà, vengo accolto dalla sgradita richiesta di un’offerta libera, destinata a contribuire A COSA???
Però, va bè, poiché i soldi venivano richiesti per una buona causa… taac, smollo i money e mi becco un bel timbro sulla mano.
Che si aprano le danze!
Entrando all’interno dell’area in cui avevano realizzato la manifestazione, ho trovato subito sulla sinistra il 420bar, seguito da un bancone gigante (per l’after notturno) e di seguito ancora CANNABISTRO’ un alternative hempBar dove poter bere e mangiare a tema,  già noto per la sua ottima resa nei muffin alla canapa.
I prodotti proposti  da loro erano i muffin al cioccolato con canapa e muffin alla canapa con miele e limone. Devo dire che io li ho assaggiati entrambi, ma quello che mi ha stupefatto di più è stato il secondo.
Sulla destra c’era il resto degli stand tra cui Dinafem, Botanica Urbana, Clipper, IvanArt, Dolce Vita Magazine, Dike Salute e più tanti altri.


Al centro dell’area espositiva, invece, si trovava la cosiddetta zona “Indica Indoor” e lì era stata allestita la sala delle conferenze, a cui hanno preso parte gli esperti e gli appassionati del settore. La trattazione scientifica dell’argomento “canapa” ha favorito la diffusione di preziose informazioni sulle sue modalità di coltivazione, da quella indoor a quella industriale. Devo dire che l’attenzione da parte della gente mi è apparsa molto elevata, spinti dalla curiosità dell’introduzione  nella quotidianità di una magnifica pianta!
Ovviamente non è mancato South Hemp Tecno, leader per la trasformazione della Paglia di Canapa, con alcuni esempi dimostrativi dei prodotti ottenibili mediante lavorazione del prodotto primario, ovvero il canapulo.
Si tratta di un elemento presente nel 70-75% del fusto di canapa ed è costituito da circa il 45% da cellulosa, il 25% da emicellulosa e il 23% da lignina. Detto anche “legno di canapa”, il canapulo ha un potere di assorbimento circa 12 volte superiore alla paglia e 3,5 volte superiore al truciolo di legno, potendo assorbire fino 4 volte il suo peso. Le sue proprietà termoisolanti e di mineralizzare a bassa densità lo rendono una materia primo ideale in edilizia, zootecnia e tanti altri ambiti.


Ma torniamo all’evento. Sulla destra, prima dell’uscita verso l’area “Outdoor Sativa”, si trovava SirCanapa con il suo staff super impegnato a offrire dettagliate dimostrazioni sull’uso di vaporizzatori.
Infine, ma non per ordine di importanza, come si suol dire, non potevano mancare le stampanti 3d di Hemprinted che realizzano i prodotti con filamento di canapa, nonché biomassa vegetale. Hemprinted ha il grande merito di aver riconosciuto il potenziale di Kanèsis, azienda nata a Catania che ha dato vita al filamento, e di Comingtools, azienda varesina che si dedica proprio a questo nuovo metodo produttivo.


Direi che il brevetto conquistato da Giovanni, fondatore di Kanesis possa essere considerato un punto di svolta sull’utilizzo delle biomasse nella quotidianità, in quanto impatta meno sull’ambiente e ci rende più ecologici. Utilizzata come riempitivo, questa biomassa offre vantaggi quali un costo ridotto, delle migliori proprietà meccaniche e il rispetto dell’ambiente.
Dice Kanesis: “Utilizzando la nostra esperienza e i nostri studi, siamo in grado di mantenere o migliorare la maggior parte delle proprietà meccaniche, incorporando riempitivi di biomassa. In questo modo, parte dei materiali di derivazione petrolchimica può essere già sostituita con sottoprodotti agricoli.”
Ecco, sono tornato a casa a fine giornata trovandomi pienamente d’accordo con questa politica agricola.

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