Agroresistenza cannabica

A scuola di “Canapicoltura”

Giuseppe Nicosia chiamato “Peppe” per gli amici, sta preparando le slide per il corso di coltivazione Indoor che terrà al 4.20 Hemp Fest 2017 ● 2nd Edition per scoprire i segreti dell’auto-produzione!

Nel frattempo ne ho approfittato iniziando una discussione semplice, ma a scopo esplicativo, sottoponendolo ad alcune domande che troveremo qui di seguito.

-Come hai acquisito le competenze grazie alle quali oggi puoi affrontare un corso come quello che terrai al 4.20 Hemp Fest?

Come si fa con tutto: con lo studio e l’esperienza. Ho iniziato a coltivare canapa all’età di 16 anni, trovando dei semini tra i fiori che fumavo. Sono cresciuto in campagna: con quei semini in mano, la prima idea è stata quella di produrmi ciò che la legge consente solo di comprare dalle narco-mafie.

-Ci sono degli elementi formativi che possono essere acquisiti da autodidatta?

Praticamente tutto: ho raggiunto le mie competenze all’interno di laboratori di Botanica, studiando tanto ma mai direttamente la pianta di canapa. In Italia, all’università, non si studia ne’ l’aspetto agricolo, ne’ quello farmaceutico/terapeutico. Anche i pochissimi medici oggi specializzati nelle terapie con cannabinoidi, come il dott. Carlo Privitera, non hanno appreso all’università ciò che sanno: nessun corso universitario di medicina prevede lo studio dei cannabinoidi.

Dopo le nozioni teoriche sulle necessità generali delle piante, ho sperimentato personalmente (violando la legge ma senza ledere nessuno e senza provocare alcun danno all’ambiente) quali erano le caratteristiche necessaria alla canapa per crescere e rendere meglio.

-Qual è stato l’ostacolo più grande che ti sei trovato a dover affrontare?

Appunto, la Legge. In Italia è tollerato l’uso personale: se ti trovano in possesso di modiche quantità, rischi solo a livello amministrativo. Purtroppo i nostri legislatori non hanno mai pensato di completare la normativa che sancisce la “tolleranza” all’uso personale, con norme specifiche per approvvigionarsi legalmente di cannabis.

Di fatto quindi possiamo usare cannabis, ma dobbiamo per forza comprarla sul mercato nero perché, acquistandone piccole quantità per volta, rischiamo meno di coltivare una pianta in casa.

Io non ho mai ritenuto un reato dedicarsi al giardinaggio. Lo Stato la pensa diversamente.

-Che tipo di auditorio ti aspetti ti trovare al tuo corso?

Gente curiosa. Ci sono svariati motivi per coltivare la canapa:

È un vegetale perfetto per la Plant Theraphy: cresce praticamente di giorno in giorno, gratificando il coltivatore.

Dov’è legale farlo (QUINDI NON IN ITALIA, ANCORA), coltivare e produrre cannabis è uno dei lavori più redditizi.

Se nel nostro Paese fosse legale coltivare cannabis per uso personale, ci sarebbero molti meno spacciatori in giro, e non occorrerebbe frequentare  postacci e gentaglia per approvvigionarsi di un fiore.Chi la pensa in questo modo, in attesa di una legalizzazione ormai palesemente necessaria, vuol imparare come fare! 

 

Qualora venisse regolamentata l’auto-produzione, coltivare cannabis potrebbe essere la soluzione per quei pazienti che usano a scopo terapeutico le infiorescenze, ma che non posso permettersi di acquistarle in farmacia. Purtroppo la coltivazione senza autorizzazione, anche per solo uso personale, è sempre vietata in Italia. Lo è anche se si è in possesso di prescrizione medica di cannabis. In attesa di un cambiamento, ci fanno ben sperare le diverse sentenze di assoluzione di pazienti in terapia con cannabinoidi, sorpresi a coltivare qualche pianta. Dobbiamo comunque continuare a lottare per cambiare questa legge liberticida, criminale e criminogena.

Nell’attesa, impariamo come si coltiva la cannabis “indoor”!

-C’è una caratteristica umana che reputi imprescindibile per potersi dedicare a questo tipo di coltivazione?

Coltivare questa pianta non è diverso da coltivare qualsiasi altra pianta. Certamente, per delle caratteristiche acquisite a seguito del proibizionismo, questo vegetale mal si adatta ad essere coltivato da chi non lo ama davvero.

-Cosa ne pensi del timidissimo interesse di alcune case farmaceutiche? Credi si tratti di mera speculazione?

Timido interesse? Fortunatamente non è “brevettabile” il fitocomplesso, e non è funzionale usare singolarmente i principi attivi (sintetizzati chimicamente) delle infiorescenze; altrimenti avremmo già un farmaco registrato e tantissima speculazione.

-Al termine della tua attività didattica, quanto si sentirà autonomo chi vi avrà preso parte?

In Italia o all’estero? Nel nostro Paese, sin quando non sarà legale, nessuno si sentirà veramente “autonomo”. Chi vive in un Paese più tollerante o dove è legale, mettendo in pratica i miei consigli, dopo qualche mese dall’inizio della sua prima coltivazione personale, avrà cannabis da fumare senza chiedere “aiuto” a nessuno spacciatore

-Come gestisci i pregiudizi e i timori che tediano la realtà della coltivazione della canapa?

Con la logica: i pregiudizi vengono sfatati dalle evidenze scientifiche.

I timori derivanti dall’attuale legge proibizionista, diventano i principali motivi per impegnarsi in una lotta finalizzata al cambiamento.

Buon proseguimento da CanapAle. Work in progress.

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